Sapeva che in Bolivia l’altitudine non definisce solo i nostri paesaggi, ma anche il nostro stile di vita? Una grande parte del Paese si trova oltre i 3.000 metri sul livello del mare, e questo ha modellato tutto ciò che facciamo, dalle nostre usanze alle nostre credenze. L’altitudine ci ha resi quello che siamo, e oggi vogliamo condividere con Lei come abbia influenzato la nostra cultura.
Il sorojchi e i rimedi che abbiamo sempre usato
Se è mai stato sull’Altipiano, avrà sicuramente sentito parlare del “sorojchi” o mal d’altitudine. Per noi è qualcosa con cui conviviamo da generazioni. I nostri antenati sapevano come combatterlo molto prima che esistessero le moderne pillole. La soluzione? La foglia di coca. Masticarla o berla come tè è una pratica tramandata di generazione in generazione e fa ancora parte della nostra vita quotidiana, soprattutto quando qualcuno arriva ad alta quota per la prima volta.
Ricordo quando una mia amica venne a visitare La Paz. Sentendosi male per l’altitudine, le offrimmo una tazza di tè di coca. Lei lo pubblicò sui social media e i suoi amici si preoccuparono, pensando che stesse consumando cocaina. Per noi la foglia di coca è sacra e simbolo delle nostre tradizioni, ricordandoci che ciò che è curativo per alcuni può essere frainteso da altri.
Le nostre credenze: l’ajayu e la Pachamama
L’altitudine ha influenzato profondamente anche le nostre credenze. Ad esempio, in Bolivia abbiamo una profonda venerazione per la Pachamama, la nostra Madre Terra, che ci dà tutto ciò di cui abbiamo bisogno ma che richiede anche rispetto. Le offerte che facciamo, conosciute come “challas”, sono un modo per ringraziare la terra e mantenere l’equilibrio con la natura. Inoltre, crediamo che le montagne abbiano degli spiriti, chiamati “Apus”, ai quali offriamo doni, soprattutto nelle comunità andine. È un modo per restare connessi al nostro ambiente sacro.
Cibo dalle alture
Anche la gastronomia è influenzata dall’altitudine. Avrà sicuramente sentito parlare della quinoa o delle patate, vero? Questi alimenti sono pilastri della nostra dieta fin dall’antichità. La patata, ad esempio, è una delle colture più antiche della Bolivia, e qui sull’Altipiano abbiamo un metodo di conservazione molto speciale: il chuño, ovvero la patata disidratata. Lo abbiamo inventato perché il clima freddo e le condizioni estreme ci hanno obbligato a essere creativi per garantire sempre il cibo, anche nei momenti difficili.
Le nostre feste, segnate dalle montagne
Qualcosa che ci caratterizza ulteriormente sono le nostre feste. Il Carnevale di Oruro, ad esempio, è uno dei più importanti ed è pieno di simboli che derivano dal nostro rapporto con l’altitudine. Danze come i diavoli o i morenos raccontano storie della lotta tra il bene e il male, riflettendo come viviamo questa dualità tra il divino e il terreno. Queste espressioni sono nate sull’Altipiano e dimostrano come ci siamo adattati a vivere così vicini al cielo.
Una cultura resiliente
Vivere ad alta quota ci ha resi resilienti. I nostri abiti, il modo in cui costruiamo le nostre case e persino le nostre credenze si sono adattati per sopravvivere in un ambiente che non è facile. Ad esempio, indossiamo maglioni di alpaca incredibilmente caldi, e le nostre case di adobe resistono ai forti venti andini. Ogni dettaglio della nostra vita è pensato per aiutarci ad affrontare le sfide dell’altitudine.
Quindi, come può vedere, l’altitudine in Bolivia non è solo una questione di geografia. Ha plasmato la nostra identità, segnato le nostre tradizioni e ci ha trasformati in una cultura unica, capace di prosperare a migliaia di metri sul livello del mare. E ogni volta che qualcuno ci viene a trovare, può sentire quella connessione speciale che abbiamo con le nostre montagne e il nostro cielo.